Pochi inutili nascondigli. E’ fuori da almeno un paio di mesi, ma è sempre negli scaffali riservati ai top seller, nei vari ipermercati e mediastore che visito, per cui ho sentito l’esigenza di manifestare la mia delusione qui, in questo spazio che è nato a distanza di qualche settimana dal momento in cui ho letto l’ultima pagina di questo libro. Dopo aver letto tutti i precedenti di Faletti.
Mi capita di leggere qualcosa e poi googlare per vedere se le mie impressioni combaciano con quelle di qualcun altro. Per la verità, pur non giudicandolo il suo lavoro migliore, non ho letto stroncature su questa ultima uscita dell’autore di Asti.
Io sono rimasto delusissimo da questo libro. Il primo, Io uccido, m’è piaciuto molto. E’ stato il libro del “ma guarda questo… sa scrivere e pure bene!”. I due successivi non sono stati all’altezza, soprattutto Fuori da un evidente destino, lontano dalla suspance e dai colpi di scena del secondo Niente di vero tranne e gli occhi e del primo soprattutto.
Ma questo… Una serie di racconti sempre più brevi. Piatti, banali. A tratti sembrano proprio buttati lì per riempire le pagine e dare volume al tomo. Un tipo che cancella quello che vede con una gomma? La signora che va in vacanza col marito defunto? Il prof con le visioni? Su tutti poi, il mostriciattolo sottomarino!
M’è venuto da chiedermi quale sia il vero Faletti. Quello del primo capolavoro? E questo libro è suo? Perch se scrivi Io uccido poi non puoi fare un libro come questo. Se Pochi inutili nascondigli fosse stato il suo esordio, come sarebbe andata?
31
Lug
08
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